//Intelligenza Relazionale – Riconoscere gli Stili

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Come Agire con Intelligenza Relazionale

Nello scorso articolo ci siamo concentrati su un’introduzione storico-scientifica al concetto di Intelligenza Relazionale.

Ora si tratta di approfondire i passaggi operativi necessari a sviluppare l’Intelligenza Relazionale. Data la complessità del tema, l’approfondimento completo potete trovarlo in un apposito whitepaper, scaricabile in PDF dal seguente link:  

Choralia-Whitepaper-IR-Riconoscere-gli-stili.pdf (1202 download)

Il processo per agire con Intelligenza Relazionale si compone di 5 passaggi principali.

  1. Riconoscere il proprio stile comunicativo. Vi sono molti modelli che ci aiutano a ragionare sul nostro stile comunicativo, molti dei quali convergono su considerazioni simili. Questo passaggio è fondamentale perché, per comunicare, è necessario sapere da dove si parte.
  2. Padroneggiare i propri punti di forza. Prima ancora di lavorare sul cambiare qualcosa nel proprio modo di porsi, è fondamentale capire quali sono le proprie aree di forza e comprendere come farci leva in modo ancor più evidente nella comunicazione interpersonale.
  3. Lavorare sulle proprie aree di miglioramento. Un po’ di autocritica rispetto a quelli che per me sono comportamenti assolutamente naturali, ma possono mettere un interlocutore a disagio, può contribuire a migliorare di molto le nostre relazioni interpersonali . Se ho un ritmo molto lento nel parlare e nel prendere decisioni, per me può essere una caratteristica utile, ma certi interlocutori potrebbero viverlo come un difetto (e viceversa il ritmo molto veloce).
  4. Riconoscere lo stile dell’interlocutore. Come si comporta il mio interlocutore? Che preferenze ed aspettative ha? Se riconosco il suo stile, ho una mappa concettuale per leggere che tipo di relazioni e di modalità comunicative preferisce.
  5. Adattare situazionalmente il proprio stile. Questo non significa certo modificare la propria personalità in maniera drastica; piuttosto, è un invito ad abbassare l’importanza che diamo alle nostre personali preferenze comunicative.

Nel corso dei prossimi articoli lavoreremo moltissimo sui passaggi 2, 3 e 5: su come adattare lavorare sui propri punti di forza e di miglioramento e come lavorare con gli altri.

In questo articolo, invece, ci concentriamo sul riconoscimento dello stile.

Il Modello degli Stili Sociali

Il modello che utilizziamo in Choralia per leggere il nostro stile sociale e quello altrui è chiamato Matrice degli Stili Sociali. Fu studiato dai coniugi Robert e Dorothy Bolton a partire dagli Intelligenza Relazionaleanni ’60 e fu pubblicato in un testo di fondamentale importanza per chiunque voglia eccellere nelle relazioni lavorative: People Styles at Work (1996, American Management Association).

Il modello dei Bolton, basato su anni di ricerca comportamentale, suddivide le modalità di comunicazione sulla base di due assi: assertività e controllo. Dall’incrocio di questi assi generiamo 4 stili di comunicazione, per descrivere i quali moi di Choralia utilizziamo i semi delle carte: Quadri, Cuori, Fiori, Picche.

 

L’assertività

Pensa all’assertività come la modalità di prendere decisioni (non è solo questo; nel Whitepaper il concetto viene dettagliato più a fondo). Decidi rapidamente, sulla base di pochi elementi, oppure preferisci analizzare ed accumulare più dati o consigli? Questa distinzione permette di dividere le persone sui due estremi: affermativi ed interrogativi.

Facciamo un altro esempio. Pausa pranzo con i colleghi in ufficio: bisogna decidere dove andare a mangiare e che cosa.

Qual è la tua tendenza naturale? Prendi subito la parola, dicendo cosa preferisci mangiare e dove, oppure suggerendo un posto carino? Oppure lasci che siano gli altri a dare opzioni, per poi eventualmente intervenire più avanti?

Gli affermativi si rivedono più facilmente nella prima modalità; gli interrogativi nella seconda.

Un’altra distinzione molto importante possiamo farla rispetto al ritmo: gli affermativi hanno un modo più veloce di parlare, di muoversi, di lavorare, di attivarsi per agire. Gli interrogativi più lento, pacato, riflessivo.

Comprendere il controllo

La seconda grande distinzione che possiamo fare è fra controllo delle emozioni ed espressione naturale. Gli stili controllati sono quelli che non mostrano facilmente la propria emotività, i propri pensieri, le proprie reazioni; gli espressivi sono dei “libri aperti”.

Questi due atteggiamenti si riflettono anche sulle relazioni in ufficio: tipicamente i controllati sono percepiti come più seri, perché staccano più nettamente momenti di lavoro e momenti di relazione e tendono a preferire rapporti più formali; gli espressivi sono più amichevoli e relazionali in ufficio, concependo la relazione come parte integrante della giornata lavorativa. Amano inoltre l’informalità e la schiettezza (anche nel rapporto capo-collaboratore!

 

L’incrocio degli assi: i quattro Stili

In Choralia usiamo un modello distintivo, che prende origine dalle ricerche di Bolton e Bolton già citate, ma se ne distacca. In questo articolo tratteggiamo i 4 stili, che abbiamo chiamato con i nomi dei semi delle carte da gioco, con “pennellate” abbastanza ampie. Nel whitepaper ogni stile è descritto in maggior dettaglio, superando gli stereotipi e mettendo in luce le sue caratteristiche uniche.

Se ti interessa capire meglio qual è il tuo stile sociale, ti ricordiamo che puoi fare il nostro test dello stile sociale! Ti verrà restituito un profilo automatico, ma per un maggior approfondimento ti invitiamo a contattarci ad info@choralia.com. +

I quattro stili sono riassumibili con alcune parole chiave:

  • Quadri, l’analitico – Analisi e Metodo
  • Picche, l’esigente – Potere e Controllo
  • Fiori, l’espressivo – Istinto e Creatività
  • Cuori, l’amichevole – Mediazione e Relazione

Lo stile Quadri – Analisi e Metodo

Per immaginare di primo acchito lo stereotipo classico dello stile Quadri, pensiamo all’immagine che abbiamo di un ingegnere: vestito bene ma in modo non appariscente, preciso, pacato, tranquillo, studioso, sicuro delle proprie idee, estremamQuadri pensierosoente metodico, abituato ad analizzare bene la situazione prima di parlare o di decidere; forse un po’ testardo e pignolo, magari poco agile nel considerare punti di vista alternativi, “out of the box”.

Il Quadri è questo e molto altro: “uomo di processo”, ama far le cose bene perché la qualità del lavoro è essenziale, non tanto come concetto finale, quanto come dettaglio. Il lavoro di un Quadri non lascia mai nulla al caso. Studia, si prepara, pianifica le fasi esecutive. Se non ci sono intoppi, il lavoro arriva in orario e perfetto. Non un minuto prima, non un minuto dopo.

Per lavorare così bene, il Quadri ha bisogno di tranquillità, di non essere messo sotto pressione, di rigore e metodicità. Le cose vanno fatte sempre nello stesso modo , la fase progettuale di “ottimizzazione” è fondamentale per iniziare bene un lavoro. Non salta mai a conclusioni senza aver analizzato tutta la situazione, né si attiva prima di aver accuratamente pianificato la strada per arrivarci.

Non è raro che il Quadri possa sembrare resistente al cambiamento o lento a lavorare e decidere, per il noto fenomeno della “paralisi da analisi”. La qualità richiede tempo!

Lo stile Picche – Potere e Controllo

Continuiamo a procedere per stereotipi: se diciamo capo, cosa viene in mente?Donna Picche

Una persona molto diretta, senza tanti fronzoli, un gran lavoratore che magari mette la carriera – o i suoi obiettivi in generale – sopra tutto, magari non troppo interessato a curare le relazioni, ma più ad assicurarsi che gli obiettivi siano raggiunti? Una persona abituata a tenere tutto sotto controllo, rapidissima nelle decisioni, magari con un po’ di difficoltà a delegare serenamente e che tende a diventare insistente ed un po’ “pressante”, con degli standard molto esigenti nel lavoro?

Estremizzato, questo è il profilo delle persone con uno stile “picche”. Il controllo emotivo rende questo stile molto razionale nell’approccio al lavoro ed alle decisioni, formale e con la tendenza a dare la priorità al lavoro rispetto alle relazioni; l’affermatività invece ne fa persone veloci nel parlare, lavorare e decidere, più brave a parlare ed argomentare che a chiedere ed ascoltare.

Questo stile, dotato di un’energia realizzativa spesso elevatissima, è pero caratterizzato da alcune aree di miglioramento, come per esempio il fatto di avere uno standard lavorativo spesso molto esigente – i Picche non sempre si rendono conto di avere un ritmo molto diverso dalle persone con cui lavorano! Essere Picche significa correre sempre dietro all’obiettivo, il che a volte significa anche non tenere in conto dell’impatto che ciò possa avere su qualcuno – collaboratori, amici, famigliari. E poi diciamocelo: da Picche è difficile farsi amare in ufficio, perché si sembra sempre molto seri e concentrati, a volte spigolosi eppure… il lavoro è lavoro!

Lo stile Fiori – istinto e creatività

Immagina un artista, un attore, un creativo pubblicitario. Come te li immagini?

Facilmente delle persone informali, un po’ particolari, chiacchierone, vulcaniche nelle idee e nelle proposte, probabilmente disorganizzati o comunque non particolarmente metodici.

Il Fiori Fiori creativoeccelle nei lavori che non richiedono di fare le cose sempre nello stesso modo, ma che anzi premiano proprio il pensiero sopra le righe che viene così difficile ai Quadri. Sono abituati ad essere al centro dell’attenzione, anzi cercano proprio di esserlo molto spesso! La loro giornata lavorativa è tipicamente un continuo saltare da un’attività all’altra, perché portarne una a termine dalla A alla Z è noioso, chiude la mente! Certo, il dispendio di energie e la potenziale dispersione è enorme… ma per lo stile Fiori è una necessità.

Per il Fiori il dettaglio è spesso irrilevante, una piccolezza in confronto alla visione d’insieme. Certo, a volte rileggere il documento potrebbe essere apprezzabile…

Lo stile Cuori – mediazione e relazione

Immagina ora uno psicologo. Te lo immagini caldo, accogliente, sereno, aperto, sempre disposto ad ascoltarti? Hai appena evidenziato alcune delle caratteristiche tipiche del Cuori

Lo stile Cuori è una persona estremamente amichevole e relazionale. Ama interagire con gli altri a livello umanCuori sorridenteo, ascoltarli, si interessa delle storie dei colleghi e dei clienti, addirittura dei collaboratori se è un capo! Le relazioni sono tutto per lui: coinvolge quasi sempre gli altri nelle proprie decisioni, perché tutto vuole tranne che fare scelte che possano incontrare il disaccordo di qualche collega. Detesta infatti il conflitto a tal punto che può fare lui stesso un passo indietro rispetto alle proprie preferenze o desideri.

Certo, il Cuori spesso ha dei tempi di accelerazione piuttosto lunghi, non è raro che favorisca parlare con le persone piuttosto che buttarsi a capofitto in un lavoro. E’ spesso però un eccellente networker: come è in grado di coltivare le relazioni sociali lui, con cura e “bagnando tutte le piante” per farle crescere nel tempo, nessun altro stile è capace. Attenzione però al fatto che, essendo così amichevole e disponibile, tende anche a prendere molto sul personale un eventuale torto subito.

Una battuta per chiudere

A conclusione di questo articolo, sintetizziamo con una storiella umoristica. I 4 stili sociali partecipano al torneo di calcetto aziendale.

Il Picche ha un solo obiettivo: vincere.

Al Fiori vincere interessa, ma con un suo gol in rovesciata per sentire gli spettatori che lo acclamano.

Per il Quadri la cosa più importante è che ognuno dia il massimo perché solo attraverso il rispetto dei ruoli, degli schemi e della strategia di gioco che si è decisa sarà possibile vincere

Per il cuori la partita è una scusa. A lui interessa condividere lo spogliatoio e la pizzata finale. E se si invitano anche gli avversari meglio ancora!

Per approfondire il tema dell’Intelligenza Relazionale, segui l’area del blog dedicata, oppure fai il test sul tuo Stile Sociale!

2017-11-05T19:09:49+00:00 By |0 Commenti

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