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Mi sono spesso chiesto, prima come direttore risorse umane e a maggior ragione adesso che faccio il formatore, perché spesso nelle aziende, nonostante manager e collaboratori sappiano perfettamente che cosa debba essere fatto in una certa circostanza, nella realtà non lo facciano.
“E’ un problema di motivazione!”: è stata la mia prima risposta. E a volte questa risposta è corretta.
Eppure ho spesso incontrato persone che, seppur realmente motivate, non riuscivano a mettere in pratica ciò che avevano imparato, appreso, conosciuto, condiviso.
Il fatto è che è molto difficile abbandonare i comportamenti abituali anche quando apprendiamo comportamenti alternativi molto più efficaci.
Non basta quindi avere la giusta motivazione o aver appreso e condiviso un nuovo comportamento per tradurlo in azioni in linea con questo sapere.
Sapere cosa fare non basta: BISOGNA FARE!
Non basta discutere un problema e prendere una decisione, se poi non si agisce! Non basta preparare documenti, fantastiche presentazioni, piani strategici, se poi non si passa all’attuazione! Non basta dichiarare (ad esempio nel credo aziendale …) che un certo comportamento sia quello giusto se poi non si agisce!
Per fare occorre almeno iniziare a provare, senza avere paura di sbagliare o del giudizio altrui, imparando a superare la frustrazione dei primi insuccessi. Ci sono molti meccanismi che aiutano questo progressivo cambiamento dal vecchio al nuovo e, nei nostri interventi, cerchiamo sempre di tradurre in azioni concrete i comportamenti oggetto della formazione.
Quali sono le condizioni che permettono di passare dal dire al fare? Come possono l’azienda e i formatori favorire questo passaggio?
Ecco i principi che cerchiamo di applicare in aula perché permettono di favorire il passaggio dal dire al fare:
• Il perché prima del come! Sapere cosa fare e come comportarsi è importante, ma non produce alcun cambiamento se non è preceduto dal perché è importante. E’ quindi fondamentale che il formatore e l’azienda spieghino sempre la filosofia che sta alla base della richiesta di certi comportamenti.
• Solo chi fa sbaglia! In aula limitiamo all’indispensabile la parte teorica lasciando ampio spazio a esercitazioni, simulazioni, analisi di casi reali e siamo lì per spiegare nuovamente e far riprovare. In azienda ci vuole una cultura che permetta l’errore, incoraggi le persone a provare, conceda una seconda chance e non alimenti la paura di sbagliare.
• Il sapere deriva dal fare! Cerchiamo sempre di dare ai partecipanti degli strumenti che possano essere applicati immediatamente nella pratica quotidiana. E’ fondamentale poi avere un costante follow-up sia da parte del formatore sia da parte dell’azienda attraverso i capi.
• Riformulare dal”perché non si può fare” al “come superare gli ostacoli”! Molto spesso l’aula è l’occasione per “lamentarsi” delle condizioni che non permettono di fare ciò che sarebbe giusto. Abbiamo l’esperienza per ascoltare, empatizzare, ma soprattutto portare i partecipanti a individuare sempre almeno un’azione che permetta di provare a superare gli ostacoli. Una cultura aziendale portata all’ascolto e alla sperimentazione aiuta questo processo.
• Feed-back! Sbagliando s'impara, certo, ma è molto più facile e veloce imparare se c’è qualcuno che sappia spiegarti cosa e perché stai facendo bene o stai sbagliando. Abbiamo la sensibilità, il metodo e l’esperienza per dare feed-back in aula. E’ importante che i partecipanti trovino poi nella loro azienda e nel loro capo qualcuno capace di continuare a dare un costante feed-back.
• Collaborazione non competizione! La competizione interna, sia in aula sia in azienda, non aiuta il fare perché crea un clima di giudizio e porta a non condividere il sapere. La collaborazione, al contrario, facilita la condivisione, il supporto, l’aiuto e produce azione.
Mi riesce sempre più difficile tollerare l’incoerenza tra il dire e il fare e sono convinto che il rispetto di questi semplici principi, in aula e in azienda, sia la condizione necessaria e sufficiente per passare dal dire al fare e mi auguro di trovare aziende che condividano questi principi quando ci affidano un incarico.
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