Cerca
Nome utente
Password
Chi Siamo Idee Soluzioni Focus on training Web Tools Clienti Dove Siamo News Link
 
| Notizie da Choralia
 
   
» Notizie da Choralia  
Questo menu permette di accedere a tutte le notizie provenienti dal team Choralia e dai suoi partner.
Nuovi progetti, nuovi prodotti, nuovi metodi per orientarsi verso il futuro.
 
:: Notizie da Choralia ::
 
:: 11 novembre 2010
La formazione secondo Choralia
Giuseppe Rangone delinea i tratti distintivi della concezione di Choralia della formazione
Giuseppe Rangone delinea i tratti distintivi della concezione di Choralia della formazione

Insegnare; apprendere; trasferire.
Sono tre verbi semplici, di uso comune e tutti riferibili ad un processo formativo finalizzato allo sviluppo e al consolidamento delle competenze professionali.

L’Insegnare evoca nel percepito comune il concetto di docenza, il parlare, il comunicare nuovi modelli e nuove teorie. Andando anche oltre possibili letture comuni del termine, è evidente che l’enfasi è posta sul soggetto che “eroga” la formazione.
Apprendere, invece, richiama direttamente alla mente l’imparare, lo scoprire nuovi modi di vedere le stesse cose o cose nuove, il mettersi in discussione e la conseguente naturale tendenza a “difendersi” e a difendere lo status quo. In questo caso, l’attore protagonista è il discente; un discente che, spesso, opera nel mondo del lavoro da anni ed utilizza come punto di partenza e metro di misura la sua esperienza consolidata nel tempo.
Il trasferire sul campo i temi affrontati in un momento formativo è la terza chiave di lettura. Questo punto sottolinea che tutti i modelli teorici, i temi affrontati, le citazioni dei guru internazionali hanno senso se da un lato sono facilmente riconducibili o adattabili alla specifica realtà di chi vive il momento formativo; dall’altro devono essere traducibili in prassi e modelli di comportamento.

La classica frase, familiare ai consulenti “ok, interessante. Ma questa è la teoria… nella realtà invece…” è e rimarrà in certo modo inizialmente ineliminabile, anche perché può esprimere quella fisiologica resistenza, come abbiamo detto, al mettersi in discussione e a porre le basi di un cambiamento migliorativo della propria professionalità.
Laddove però dovesse emergere al termine di un percorso di apprendimento, questa frase può esprimere davvero il disagio di aver conosciuto temi lontani o inapplicabili alla propria realtà.
Inoltre, non va dimenticato che questa “tensione alla quotidianità” dei professionisti che vivono un momento formativo è ulteriormente accresciuta negli ultimi anni: obiettivi sempre più sfidanti, clima competitivo più caldo, carichi di lavoro crescenti, situazioni di oggettivo sottodimensionamento delle risorse e degli strumenti a disposizione rischiano di far vivere la formazione come poco utile o addirittura inutile (tempo sottratto all’operatività).

Come uscire da questa situazione?
Derogare al rigore dei modelli frutto di studi raffinati ed approfonditi per calarsi nell’operatività, rischiando di svilire la formazione e trasformarla nella più banale forma di addestramento?
Mantenere fede ai “sacri testi” rischiando di generare la sindrome del “bello, ma…”?

Ma è davvero inevitabile e, soprattutto, efficace, scindere in maniera così netta queste dimensioni?
In altre parole, è possibile far apprendere un modello di leadership basandosi solamente sulla sua teorizzazione o su generici riferimenti alla prassi quotidiana? Ha senso parlare di customer satisfaction senza entrare nelle dinamiche competitive e nelle specifiche attese del cliente di un determinato settore? E’ efficace parlare di consulenza finanziaria senza entrare nel merito degli strumenti operativi e dei supporti informatici che la rendono concretamente realizzabile? E’ realmente utile lavorare su competenze economico-finanziarie senza partire da un vero conto economico o dagli obiettivi quantitativi e qualitativi da raggiungere nel prossimo esercizio?

La risposta di Choralia a tutte queste domande è no! La nostra risposta e quella di integrare efficacemente rigorosi ed evoluti modelli teorici di riferimento con la quotidianità, intesa come specificità settoriale, prassi in essere, strumenti e supporti a disposizione, procedure aziendali, normative vigenti, minacce ed opportunità derivanti dall’azione dei concorrenti diretti.
Questo integrazione puo’ forse “disturbare” i puristi ed i teorici dell’apprendimento, ma noi crediamo che davvero valga la pena “mettere le mani nel motore” per consentire di sviluppare competenze e metodi applicabili a partire dalle ore 9.00 del mattino dopo il seminario.

Questa è la concezione di Choralia della formazione.
Nel DNA di Choralia e dei suoi consulenti vi è questa dimensione distintiva che è al contempo una metodologia ed una tensione verso l’integrazione di queste due dimensioni.
I fattori chiave che portano a questa concezione e la rendono possibile sono pochi ma rigorosi:
- una preparazione personale, culturale e professionale dei settori merceologici in cui operiamo, unita ad una conoscenza diretta delle dinamiche competitive, organizzative, commerciali ed economico-finanziarie dell’azienda: veniamo dall’azienda e lavoriamo per le aziende
- la capacità di tradurre gli obiettivi aziendali (complessivi e funzionali) in competenze da acquisire e consolidare
- una rigorosa ingegnerizzazione didattica che ha come riferimento chiave il processo di apprendimento degli adulti, secondo i modelli di Kolb e Lewin
- la capacità e la volontà, come detto, di integrare teoria e pratica
- una modalità didattica fortemente interattiva ed operativa, in cui ruolo del consulente è quello di facilitatore ed orientatore verso un percorso di apprendimento individuale e di gruppo.

Su questi due ultimi punti chiave vale la pena fare un approfondimento.
Utilizzando alcune metodologie statistiche, quali la correlazione e la regressione multipla, abbiamo analizzato numerosi risultati dei questionari di valutazione del seminario compilati dai partecipanti dei seminari, al fine di correlare ed individuare in maniera specifica i fattori chiave che determinano maggiormente la soddisfazione verso un momento formativo.
Indipendentemente dai temi trattati e dai settori merceologici di appartenenza, sono emersi dei dati inequivocabili:
- la soddisfazione dipende da un lato, dalla già citata concretezza (e quindi applicabilità) dei temi affrontati; dall’altro, risulta fondamentale il clima di lavoro, l’interazione positiva con il consulente e con i colleghi

La nostra maggiore soddisfazione (che è anche una cartina tornasole) è quando siamo considerati dall’azienda cliente e dai suoi professionisti non dei consulenti (con un inevitabile retro-significato del tipo: “si, sono preparati, ma in fondo non lavorano nella nostra azienda e quindi possono capirci fino ad un certo punto…”, ma dei colleghi (ovvero di professionisti che non solo partono da una approfondita conoscenza delle dinamiche del settore e dell’azienda, ma sono poi in grado e disponibili a scendere in campo con loro).
 
   
 
  indietro
 
Choralia, comunicazione interna e formazione Srl - Via Tortona 37, 20144 - 20144 Milano - P.IVA IT13322460158 - Tel. +39.02.45498164-5 - Fax +39.02.45498194 - E-mail: info@choralia.com